Il maestro Dugo ha avuto sin da bimbo la passione per la pittura, passione che ha cercato di trasmettere ai suoi studenti durante la sua lunga carriera di docente di disegno. Ma è stato solo intorno agli anni settanta, grazie all’incoraggiamento del prof. Sebastiano Addamo, che ha cominciato a dipingere esponendo successivamente le sue opere in diverse gallerie riscuotendo consensi dalla critica e conquistando definitivamente il pubblico. Numerose sue opere oggi sono presenti nelle collezioni d’arte nei maggiori centri italiani, in Europa e negli Usa. Numerose opere grafiche sono sparse nelle più prestigiose biblioteche internazionali.
Diversi sono i critici, che di lui hanno parlato e scritto fiumi di parole. Uno fra tutti lo scrittore e amico Alfio Siracusano, che di lui sottolinea come sia un “Pittore straordinario dell’uomo e della sua vita. I vecchi tristi, che così frequentemente compaiono nella sua opera assai più di una tematica grafica e coloristica, sono l’ evidenza di un problema che è umano ed è sociale, sono un modo di fare pittura e cultura, per cambiare il mondo, e i paesaggi solitari bruciati dal sole e scavati da una storia infinita di sofferenza, ma che esplodono in una violenza ineguagliabile di ritmi coloristici, sono anch’essi denuncia e invocazione di rivolta”.